Si tratta di pavimentazioni utilizzate fino dal V secolo A.C. e diffuse nel bacino del mediterraneo dai Romani e utilizzate in spazi aperti e semiaperti o vani di servizio, in ambienti pubblici e privati e dal costo più basso rispetto al pavimento ricco a mosaico. La Bottega del Restauro, dopo un attento studio storico, ripropone in chiave moderna, lo stesso materiale usato nella storia ovvero IL PAVIMENTO ROMANO.
Il Pavimento è formato da calci idrauliche naturali, mattoni cotti a basse temperature e macinati con diverse granulometrie, gialli o rossi, pozzolana e sabbie silicee e carbonatiche; lo si usa in base al tipo di intervento che andiamo ad eseguire (intonaci, finiture, scailbature). Usando granulometrie con presenza della polvere (spessore mm. 0-1) il ciocciopesto ha anche la caratteristica di colorare l’impasto. Utilizzato per la formulazione di intonaci con grassello di calce e pozzolana nelle dovute dosi, si ottiene malta con forti caratteristiche deumidificanti ad antisale. Infatti da esperienze tali intonaci hanno avuto un grosso successo anche se messi in paramenti fortemente degradati e con forti presenze di umidità. La malta che si ottiene è altamente traspirante per conservando caratteristiche di impermeabilità (i romani lo utilizzavano per la costruzione delle vasche nelle terme).
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foto1: Pavimento a Cocciopesto
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foto2: Camminamenti superiori eseguiti con calce e mattone macinato di colore giallino e rosso come vecchi pavimenti in “battuto”
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foto3: ponte di augusto via flaminia Narni (Terni): pavimento a cocciopesto e graniglie lavato con disattivante
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foto4: ponte di augusto via flaminia Narni (Terni): pavimento a cocciopesto e graniglie lavato con disattivante |
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| foto5: lavori di restauro |
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Ritorna in vita il pavimento intero gettato in opera su sottofondi idoneamente preparati.
Il materiale viene fornito bicomponente da miscelare in cantiere con la dose giusta di acqua, steso in una o più mani secondo lo spessore da realizzare, battuto e lisciato molto bene onde eliminare la formazione possibile di piccole bolle d’aria; una volta steso il materiale, lo si fa maturare per almeno 15-20 giorni dopodichè verrà eseguita la levigatura con monospazzole o macchina per arrotatura a pietra. Una volta lavato ed asciugato completamente si applicano una serie di prodotti naturali per il trattamento superficiale antimacchia ed antiassorbimento.
Il cocciopesto anche oggi, come in passato, viene utilizzato come carica per intonaci e finiture particolari soprattutto se si tratta di impasti formati da calce aerea (grassello di calce), il cotto infatti reagisce con l’idrato di calcio conferendo caratteristiche di idraulicità. |